• Pubblicata il:
  • Autore: PierPaola
  • Categoria: Racconti lesbo
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Credevo fosse donna...parte 1

Mi chiamo Grazia , ho 27 anni e da due anni sto attraversando una nuova fase della mia sessualità: mi sono scoperta lesbica. Non vi so dire esattamente che cosa è scattato, ma ricordo bene l'anno , quello non lo scorderò mai. Si tratta di due anni fa, il 2017. Anno un pò funesto in cui però tirando le somme a fine anno, mi sento di dire che ne uscita rinata. Ho sempre avuto ragazzi e relazioni più o meno disastrose con questi. Mi piace il sesso e molto anche, solo ch'ero fedele e non riuscivo ad avere o troppi ragazzi o passarli troppo in fretta. chiaro, chi non si farebbe un giro , anche solo per una notte con un bonazzo conosciuto al bar o in un locale se te lo trovi davanti? Comunque trovavo sempre o delle persone non corrette o approfittatrici, che puntualmente lasciavo io. A letto s'andava abbastanza bene ma non avevo mai tempo per stare insieme a qualcuno per evolvere dal solito sesso eterosessuale. Già stare sopra io ad alcuni non piaceva, ma che problemi avete? Poi se non gli fai tassativo ogni volta un pompino apriti cielo. Vabbeh, tralasciamo. Stavo dicendo che la sera in cui mi sono esternata dalle mie voglie etero ero in un festival della mia città, a Verona. Conosco questa ragazza in un banchetto nell area degl'ambulanti e passammo la serata a parlare ed a conoscerci. Si chiamava Ilaria, di 35 anni , veniva da Rovigo e da cinque anni aveva intrapreso la strada dell'artigianato, cercando vi vendere le sue opere in tutte le fiere della regione. Peccato che lavorava la pelle ed io per causa ambientalista / animalista cercassi di staccarmi da quei prodotti :). Quella sera c'era poca mossa, un infra settimana , e per ridere ad un certo punto disse con tono scherzoso:"però stasera siamo state solo io e te e purtroppo non ho venduto niente", "hai ragione, per farmi perdonare potrei acquistare qualcosa da te, ma come ti ho detto sono amante degl'animali e vendi solo prodotti di pelle lavorata...."E scattò il bacio. Cioè suo, istantaneo, improvviso, imprevedibile. Dopo due secondi d imbarazzo mi sembrò la cosa più naturale del mondo e quando sentii la sua lingua cercare la mia non mi volli più scattare da lei. Le misi le mani intorno ai fianchi, volevo esplorarla e farla mia. Aveva un seno molto più grande del mio, ma vestiva larga e non capivo bene che taglia avesse. Io ho la classica coppa di champagne, che piaceva spesso ma ovviamente avrei voluto qualche taglia in più. Lei invece sentii che superavamo la terza, non era però troppo grosse anche se con delle curve pronunciate. Mi faceva sentire avvolta ed a mio su quel corpo, sentivo la voglia di passarle la lingua e la bocca in ogni punto. Passammo la notte assieme nella sua roulotte , fu magico e tremendamente lussurioso tutto quanto, la mia nuova prima volta neanche da paragonare a quella con un ragazzo. Orgasmi multipli e tanti tanti giochi con sex toys , alcuni mai visti prima. La parola hot aveva un nuovo significato. L'ho vista poco dopo quella notte, sempre in modo occasionale se passava in zona o io andavo in qualche fiera dove c'era anche lei. Iniziai così a cambiare look ed a frequentare persone nuove, mi sentivo dinamica come non mai e da pseudo timidina qual'ero prima ritrovai slancio e decisione , sia interpersonale che nel problem solving. Le nuove esperienze che facevo , in questa nuova ottica, erano ogni volta un mondo nuovo a sè stante che mi incuriosiva ed attraeva sempre più. Inoltre la sicurezza si fece molto vedere in questo ambito: mi buttavo, andavo subito a buttarmi addosso appena vedevo qualcuna che mi piaceva , senza tirarmi indietro. per la prima volta dal mio primo fidanzatino ero io che spesso conducevo, che davo il ritmo e che mi facevo obbedire. Trovavo moltissime ragazze , spesso cercavano una prima esperienza lesbo. Non era una cosa negativa, ogni volta era come scartare un nuovo pacco regalo, che potevo scegliere fra ragazze esili, più o meno prosperose e con vizi nascosti. Quasi tutte non le risentivo più, tornavano al cazzo o per vergogna del giorno dopo, la cosa peggiore, si aprivano solo in balia di una serata leggendaria che lasciava spazio al risveglio della repressione. Con qual pugno di ragazze veramente lesbiche con cui avevo legato sono riuscita anche a stabilire rapporti di amicizia nuovi e saldi, trovando persone incredibili che prima forse non avrei mai notato. Ma il destino stava covando un brutto tiro per me, proprio quando stava andando tutto alla grande. Uscivo con Sonia, poco più giovane di me, di 24 anni con una grinta e carica ch'era più che contagiosa, di più. L'avevo conosciuta in una serata di promozione del rugby femminile della mia città, una serata di festa dall'aperitivo fino a tarda notte fantastica , dove accorse un sacco di gente e fu memorabile.

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